La Fondazione ADO si fa pioniera delle condizioni di lavoro nel Terzo Settore in un periodo in cui l’emergenza sanitaria da Covid-19 ha messo a dura prova tutto il comparto socio-assistenziale.

Una “mosca bianca”, come l’ha definita la presidente della Fondazione ADO Gisella Rossi, perché ha deciso di investire sul personale attraverso la sottoscrizione del primo Contratto Integrativo Aziendale, avvenuta mercoledì 31 marzo nella sede in via Veneziani 54.

“È il primo contratto di questo tipo da quando ADO si è costituita nel ’98 sottoforma di Associazione, poi trasformata in Fondazione” annuncia con soddisfazione il vicepresidente con delega al personale Claudio Ramazzina illustrando i due obiettivi: “Valorizzare la professionalità dei nostri operatori e creare i presupposti per la fedeltà tra dipendenti e Fondazione”.

“Non è un punto di arrivo ma un punto di partenza affinché l’encomiabile lavoro di medici, infermieri e operatori socio-sanitari riceva il giusto riconoscimento, non solo con le parole di ringraziamento da parte di pazienti e familiari ma con atti concreti verso la nostra forza motrice” rimarca la presidente Gisella Rossi.

Nel dettaglio, l’accordo sindacale prevede un Premio Fedeltà rivolto a infermieri e Oss che riceveranno rispettivamente 800 euro e 600 euro annui, a conclusione di ogni anno alle dipendenze della Fondazione.

Al premio per la fidelizzazione, che decorrerà dal 1° gennaio 2021, si aggiunge l’adeguamento retributivo tra infermieri e operatori socio sanitari attraverso l’erogazione di un superminimo individuale pari a 287,94 euro mensili agli infermieri e 100,66 euro al mese agli Oss.

Viene rivoluzionato anche l’orario di lavoro: a parità di salario tutto il personale, sanitario e non, lavorerà 36 ore settimanali invece delle 38 previste dal Ccnl per raggiungere un’equa ridistribuzione della presenza lavorativa. E la sosta giornaliera viene allungata da 10 a 15 minuti dopo sei ore di turno.

Grande attenzione anche alla formazione: per qualificare ulteriormente il livello di cura dei pazienti, ADO farà acquisire a sue spese il master di specializzazione in cure palliative al personale paramedico individuato.

Fissati, infine, ulteriori incrementi economici per il servizio domiciliare attraverso un’indennità pari a 7,3% per gli infermieri e del 6,5% degli Oss.

Un investimento che pesa sul bilancio di ADO per 153mila euro all’anno (di cui 8mila dedicati appunto alla formazione). Ma non rappresenta un reale peso perché il CdA crede fermamente nel motto: “Lavorare bene per lavorare tutti”.

Un orgoglio confermato dal direttore sanitario Franco Ravenna: “Nonostante l’emergenza, ADO ha mantenuto la stessa quantità e qualità di assistenza perché il lavoro in hospice, domiciliare e ambulatoriale non è solo un lavoro ma una missione, che ora potrà essere svolta con più serenità da parte dei nostri 60 dipendenti, tutti vaccinati”. A cui si aggiunge il personale in forze alla Casa del Sollievo, trasformata momentaneamente in Cra Covid in collaborazione con l’Azienda Usl.

Alla conferenza stampa per la sottoscrizione del contratto hanno partecipato anche Carlo Bertelli dello Studio BS di Bondeno, consulente Fondazione ADO, Roberta Altafini e Mary Morini della Rsu Fondazione ADO e i sindacalisti Marco Righi (Fp Cgil) e Maria Rosa Rea (Cisl), i quali hanno elogiato ADO per aver “dimostrato il vero cambio di passo nel migliorare le condizioni del personale in un momento complesso come quello emergenziale. È la prima risposta concreta sul territorio di Ferrara da parte del Terzo Settore che opera nel campo dell’assistenza socio-sanitaria”.

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